Google lancia tre nuovi modelli di Gemini, ma per Gemini 3.5 Pro c’è da aspettare

Google lancia tre nuovi modelli di Gemini... ma Gemini 3.5 Pro non è fra questi

Google ha lanciato tre nuovi modelli Gemini pensati per velocità, costi più bassi e uso su larga scala: Gemini 3.6 Flash, Gemini 3.5 Flash-Lite e Gemini 3.5 Flash Cyber. Il modello più atteso, Gemini 3.5 Pro, è per ora il grande assente. Google afferma che è ancora in test con alcuni partner e che sarà reso disponibile quando sarà pronto.

Gemini 3.6 Flash punta su efficienza e lavoro multimodale

Gemini 3.6 Flash è il modello principale tra le nuove uscite, visto che Google lo presenta come un modello generalista per coding, lavoro su documenti, analisi, attività multimodali e flussi agentici, cioè processi in cui l’AI usa strumenti, compie passaggi intermedi e completa incarichi più lunghi.

Il miglioramento più concreto riguarda l’efficienza, in quanto secondo i dati in-house di Google, Gemini 3.6 Flash usa il 17% di token di output in meno rispetto a Gemini 3.5 Flash nell’Artificial Analysis Index. In alcuni benchmark specifici, come DeepSWE, il risparmio indicato arriva fino al 65%. Questo significa risposte meno verbose, meno passaggi inutili e costi inferiori per aziende e sviluppatori che eseguono molte richieste ogni giorno.

Google parla anche di progressi nel coding, nel lavoro di conoscenza e nell’uso del computer tramite strumenti integrati nella Gemini API e in Gemini Enterprise. Il modello è disponibile da subito nella Gemini API tramite Google AI Studio e Android Studio, nella piattaforma Gemini Enterprise e nell’app Gemini.

Gemini 3.5 Flash-Lite è il modello più economico della nuova serie

Gemini 3.5 Flash-Lite è pensato per attività ad alto volume dove contano soprattutto latenza, throughput e costo per token. Google lo indica come il modello più veloce della serie 3.5, con 350 token di output al secondo secondo Artificial Analysis.

Il modello è adatto a casi d’uso come ricerca agentica, elaborazione documentale, traduzione, sintesi di ricevute, estrazione di dati e workflow dove servono molte risposte rapide più che la massima capacità del modello Pro. La logica è chiara: non tutte le attività AI richiedono il modello più potente, soprattutto quando un’azienda deve processare grandi quantità di contenuti.

Flash-Lite arriva anche con capacità multimodali e supporto al computer use come strumento integrato. Google lo rende disponibile agli sviluppatori nella Gemini API e agli utenti nell’app Gemini, mentre il rollout in Google Search è iniziato separatamente.

Gemini 3.5 Flash Cyber, uso limitato a governi e partner fidati

Gemini 3.5 Flash Cyber è il modello più specifico dell’annuncio. È basato su Gemini 3.5 Flash, ma viene ottimizzato per trovare, validare e correggere vulnerabilità nel codice. Google lo abbina a CodeMender, il suo agente di sicurezza software, per aiutare team difensivi a individuare problemi prima che vengano sfruttati.

La disponibilità sarà molto più ristretta rispetto agli altri due modelli. Google parla di un programma pilota limitato per governi e partner fidati, una scelta legata alla natura dual-use della cybersecurity. Un modello capace di trovare falle può aiutare i difensori, ma può anche essere usato in modo improprio se distribuito senza controlli.

…e Gemini 3.5 Pro?

L’assenza (o il ritardo) di Gemini 3.5 Pro sembra davvero difficile da spiegare. Google non si sbottona sulla probabile data di lancio del nuovo modello Pro e si limita a dichiarare che quest’ultimo è in test con partner selezionati.

Il ritardo dell’uscito di Gemini 3.5 Pro lascia spazio ai concorrenti nella fascia più alta del mercato IA. OpenAI e Anthropic hanno continuato a pubblicare nuovi modelli avanzati, mentre Google sceglie per ora di rafforzare la parte più economica e operativa della gamma Gemini. L’azienda ha comunque confermato di aver già iniziato il pre-training di Gemini 4.