Nel pieno del sell-off tecnologico innescato dai timori sull’intelligenza artificiale, Blue Owl Capital prende posizione: per il co-CEO Marc Lipschultz, l’IA non rappresenta una minaccia strutturale per l’industria software e non compromette la solidità del credito privato. In un contesto di volatilità finanziaria come quello attuale, il gruppo difende la resilienza del suo portafoglio e ridimensiona l’allarme che ha colpito i mercati a partire dall’inizio del 2025.
I timori dei mercati derivano dall’idea che l’IA generativa possa ridurre il valore differenziale di molti software tradizionali, automatizzando funzioni che prima richiedevano applicazioni dedicate. Questa prospettiva ha alimentato la narrativa secondo cui l’IA potrebbe comprimere margini e barriere all’ingresso nel settore, spingendo gli investitori a ricalibrare le valutazioni soprattutto sui player percepiti come meno difendibili.
IA e crollo dei titoli software: Blue Owl ridimensiona il rischio percepito
Dalla fine di gennaio, il comparto software e servizi dell’S&P 500 ha perso oltre 800 miliardi di dollari di capitalizzazione, alimentando il timore che l’IA possa erodere i margini competitivi dei player storici. L’interpretazione dominante ha spinto i mercati a rivalutare modelli di business che fino a poco prima erano ritenuti solidi e abilitati dalla stessa intelligenza artificiale.
La reazione degli investitori riflette la convinzione che piattaforme IA sempre più integrate possano spostare valore dalle suite software tradizionali verso nuovi ecosistemi dominati da modelli e infrastrutture IA. In questo scenario, alcune società software vengono percepite come più esposte alla disintermediazione tecnologica, soprattutto quando la differenziazione di prodotto appare replicabile da strumenti IA generalisti.
Queste paure hanno colpito anche i gestori di asset alternativi, in particolare quelli esposti a società software tramite private credit. Blue Owl ha però sottolineato che solo l’8% delle masse in gestione è legato al settore software, ritenendo il rischio sistemico molto limitato.
Per i gestori di private credit, il nodo centrale è capire quali aziende software riusciranno a incorporare l’IA nei propri prodotti senza perdere vantaggio competitivo. La selezione diventa quindi meno settoriale e più legata alla capacità di adattamento tecnologico dei singoli modelli di business, con una maggiore attenzione alla qualità dei contratti, alla ricorrenza dei ricavi e alla tenuta dei margini in scenari di pressione competitiva.
Marc Lipschultz: volatilità ciclica, nessuna minaccia sistemica da IA
Durante la conference call post-earnings, il co-CEO Marc Lipschultz ha descritto il contesto attuale come una fase di volatilità ciclica, più che un deterioramento strutturale. “Ogni trimestre alcune aziende entrano in difficoltà, altre ne escono”, ha dichiarato, aggiungendo che i problemi di singoli asset non implicano automaticamente perdite di capitale per il fondo.
Secondo Lipschultz, la narrativa dominante tende a essere troppo semplicistica. L’idea che l’IA rappresenti una minaccia monolitica per tutto il software tradizionale viene definita una lettura errata, destinata a correggersi nel medio termine.
Blue Owl e asset alternativi: volatilità come opportunità di investimento
Il titolo Blue Owl ha ridotto le perdite iniziali, chiudendo in calo del 2,4% dopo un -9% in apertura. Anche altri operatori alternativi, tra cui Blackstone, hanno indicato che la recente instabilità del mercato può rappresentare un punto di ingresso interessante per nuove operazioni.
“La qualità complessiva del nostro portafoglio è rimasta stabile”, ha ribadito Lipschultz, segnalando che il team non rileva segnali di deterioramento strutturale nella performance delle società partecipate.
Bilancio 2025: Blue Owl regge alle pressioni con utili superiori alle attese
Il 2025 si è chiuso con una flessione annua del 36% per le azioni Blue Owl, anche a causa del fallimento del piano di fusione tra due fondi interni, poi accantonato. All’epoca, il co-presidente Doug Ostrover aveva negato qualsiasi allarme operativo.
Nonostante le incertezze, i risultati trimestrali sono stati superiori alle aspettative: l’utile adjusted del quarto trimestre si è attestato a 0,24 dollari per azione, contro una stima media di 0,22 (dati LSEG).
Private credit in espansione: il ruolo selettivo dell’IA nei portafogli
Il mercato del private credit continua a crescere, sostenuto dalla riduzione del credito bancario tradizionale. Solo nell’ultimo trimestre, Blue Owl ha raccolto 17,3 miliardi di dollari di nuovi capitali, portando le masse gestite oltre i 300 miliardi.
In questo scenario, l’IA non viene vista come forza distruttiva, ma come una tecnologia da interpretare. Per Lipschultz, la vera sfida è selezionare modelli di business in grado di integrare l’IA senza perdere solidità. Il rischio esiste, ma va inquadrato nel contesto competitivo, non come minaccia trasversale al settore.