DRAM e NAND fino a +100%: Apple sotto pressione, iPhone 18 verso rincari

Apple iPhone 18 verso rincari per aumento prezzi memorie DRAM e NAND fino al 100%

Brutte notizie per gli utenti Apple: gli aumenti su DRAM e NAND stanno alzando i costi di produzione, e l’iPhone 18 potrebbe arrivare sul mercato a un prezzo più alto del previsto. Samsung e SK Hynix, due dei principali fornitori globali di DRAM e NAND, potrebbero infatti applicare aumenti di prezzo compresi tra l’80% e il 100% sui moduli di memoria destinati ai grandi clienti.

Il rincaro non riguarda solo Apple, ma colpisce l’intero settore hardware. Tuttavia, l’impatto sull’iPhone 18 potrebbe essere particolarmente visibile, considerando il volume di memoria integrato nei modelli Pro e l’espansione delle funzionalità legate all’intelligenza artificiale on-device.

Perché i prezzi delle memorie stanno salendo così rapidamente

La causa principale è l’esplosione della domanda di memoria per data center IA. I chip destinati a modelli generativi utilizzano grandi quantità di HBM (High Bandwidth Memory), una tipologia diversa rispetto alla LPDDR impiegata negli smartphone, ma prodotta dai medesimi produttori, negli stessi impianti.

L’aumento degli ordini per le infrastrutture IA ha ridotto la capacità disponibile per altri segmenti, comprimendo l’offerta di DRAM e NAND tradizionali e spingendo verso l’alto gli ASP (Average Selling Price).

Quanto pesa la memoria sul costo di un iPhone?

Nei moderni smartphone premium, la memoria rappresenta una quota significativa del BOM (Bill of Materials), variabile tra l’8% e il 15% a seconda della configurazione. Un aumento dell’80–100% sul costo dei moduli non si traduce in un raddoppio del prezzo finale, ma può incidere per diverse decine di dollari per unità.

Apple ha storicamente mantenuto margini lordi superiori al 40%, il che le consente di assorbire parte dell’aumento. Tuttavia, in presenza di pressioni simultanee su altri componenti e logistica, l’assorbimento totale potrebbe ridurre la redditività.

Contratti più brevi, maggiore volatilità

In passato, Apple negoziava contratti annuali per stabilizzare i costi. Secondo le indiscrezioni più recenti, per il 2026 Cupertino avrebbe accettato accordi validi solo per il primo semestre, segnale di un mercato ancora volatile.

Questo significa che eventuali nuovi aumenti nella seconda metà dell’anno potrebbero coincidere con la fase di produzione dell’iPhone 18, aumentando l’incertezza sui margini.

Apple alza i prezzi o riduce le specifiche?

Le opzioni sono limitate: Apple può ritoccare il prezzo finale, ridurre temporaneamente alcune specifiche oppure differenziare maggiormente tra modelli base e Pro.

Un aumento di 30–50 dollari per i modelli di fascia alta sarebbe in linea con l’incremento dei costi delle memorie, senza alterare drasticamente il posizionamento premium dell’iPhone 18.

È l’inizio di un nuovo superciclo dei semiconduttori?

Il settore delle memorie è storicamente ciclico. Dopo anni di eccesso di offerta e compressione dei prezzi, l’IA sta creando una nuova fase espansiva. Aziende come Micron, Samsung e SK Hynix stanno beneficiando di una rinnovata leva contrattuale.

Se la domanda IA resterà elevata nel 2026, la pressione sui produttori di smartphone potrebbe diventare strutturale. In questo scenario, l’era dello smartphone “sempre più potente allo stesso prezzo” potrebbe essere davvero finita.