Qualcomm potrebbe affidare a Samsung la produzione dello Snapdragon 8 Elite Gen 6, il suo prossimo SoC di punta per smartphone Android. La visita in Corea del CEO di Qualcomm Cristiano Amon rafforza l’ipotesi di una trattativa per produrre il chip sfruttando i processi a 2 nm di Samsung. Una decisione finale, però, non è ancora emersa.
Perché Qualcomm potrebbe tornare a produrre con Samsung?
Se l’accordo andasse in porto, Qualcomm tornerebbe a Samsung per un chip flagship per la prima volta dal 2022, anno in cui aveva spostato la produzione di fascia alta su TSMC. Il nodo a 2 nm è il punto chiave della trattativa, perché rappresenta una nuova generazione produttiva pensata per aumentare densità ed efficienza.
La partita non riguarda il design del chip, che resta di Qualcomm, ma la sua manifattura. Samsung rientrerebbe quindi come fonderia incaricata di produrre il SoC, non come sviluppatore della piattaforma. Questo aspetto è di vitale importanza, perché la scelta del partner produttivo incide direttamente su costi, volumi, consumi e gestione termica del chip finale.
Che cosa è cambiato rispetto agli anni scorsi?
Il ritorno di Samsung in corsa suggerisce che i rapporti tra le due aziende si siano riaperti. Negli anni passati, Qualcomm aveva preferito TSMC anche per i limiti che venivano attribuiti a Samsung sul fronte delle rese produttive e del comportamento termico. Ora lo scenario sembra diverso e Samsung avrebbe recuperato terreno, al punto da rientrare nella valutazione per il prossimo Snapdragon top di gamma.
Anche il fattore economico può avere un peso. I costi di TSMC sono saliti e Qualcomm ha interesse a mantenere margine di manovra su una componente centrale della sua roadmap mobile. Per questo il dossier Samsung resta rilevante: non solo come alternativa tecnica, ma come leva industriale in una fase in cui il 2 nm diventa uno dei passaggi più delicati per i chip premium.
Il quadro, per ora, resta aperto. Qualcomm non ha ancora ufficializzato il partner produttivo dello Snapdragon 8 Elite Gen 6, ma i colloqui con Samsung indicano che il gruppo coreano potrebbe essere in pole position per la produzione della prossima generazione flagship di processori mobili.