Il CLARITY Act arriva al Senate Banking Committee degli Stati Uniti il 14 maggio 2026 e apre un nuovo scontro tra banche statunitensi e settore crypto. Il testo punta a creare regole federali USA per gli asset digitali, ma il nodo politico principale riguarda le stablecoin. Le banche vogliono vietare ogni forma di rendimento o ricompensa, mentre le società crypto difendono gli incentivi legati all’uso attivo delle stablecoin.
Il CLARITY Act porta il confronto sulle stablecoin al Senato USA
Il Digital Asset Market Clarity Act nasce come legge statunitense sulla struttura del mercato crypto. Il suo obiettivo è chiarire quando un asset digitale rientra sotto la SEC, quando ricade sotto la CFTC e quali regole devono seguire exchange, broker e operatori crypto negli Stati Uniti.
La parte più contestata riguarda però le stablecoin. Il compromesso promosso dai senatori Thom Tillis e Angela Alsobrooks vieta rendimenti simili agli interessi bancari sui saldi inattivi, ma lascia spazio a ricompense legate a pagamenti, transazioni o altri usi attivi della stablecoin.
Per l’industria crypto USA, questa distinzione è centrale. Coinbase e altri operatori vogliono mantenere programmi di reward, cashback o incentivi d’uso senza trasformare le stablecoin in depositi bancari. Per le banche statunitensi, invece, quella distinzione crea una falla normativa.
Le banche USA temono una fuga dei depositi
American Bankers Association, Bank Policy Institute, Consumer Bankers Association e altri gruppi bancari chiedono una formulazione più rigida. La loro posizione è semplice: se exchange e società crypto possono offrire reward sulle stablecoin, i clienti possono spostare liquidità fuori dai conti bancari tradizionali.
Il rischio indicato dalle banche riguarda la base dei depositi. Meno depositi nelle banche significa meno capitale disponibile per prestiti a famiglie, imprese e comunità locali. Per questo il settore bancario chiede un divieto pieno su yield, interessi e incentivi che producono un effetto economico simile.
Il settore crypto contesta questa lettura. Paul Grewal, Chief Legal Officer di Coinbase, ha definito la proposta bancaria un tentativo di limitare la concorrenza. La linea crypto separa gli interessi passivi, più vicini ai depositi bancari, dai reward collegati all’uso della tecnologia blockchain.
Il voto in commissione non chiude il percorso legislativo. Se il CLARITY Act avanzerà, il testo dovrà ancora superare il Senato e mantenere un equilibrio politico tra regolazione, innovazione, stablecoin, protezione dei consumatori e concorrenza con il sistema bancario tradizionale.