Samsung avverte: la crisi delle memorie peggiorerà nel 2027

Samsung avverte la crisi delle memorie peggiorerà nel 2027

Samsung ha avvertito che la carenza globale di chip di memoria diventerà più grave nel 2027 e potrebbe protrarsi fino al 2028, spinta dalla domanda dei data center per IA. Le forniture di DRAM resteranno particolarmente limitate, mantenendo alta la pressione sui costi di PC, smartphone, console e altri dispositivi elettronici.

La previsione è stata presentata dalla stessa Samsung durante la comunicazione dei risultati finanziari del secondo trimestre del 2026. Samsung ha spiegato che le aziende impegnate nello sviluppo dell’IA stanno condividendo direttamente le proprie stime di domanda a medio e lungo termine, nel tentativo di assicurarsi quantità sufficienti di memoria per i prossimi anni.

La domanda di memorie dei data center assorbe la maggior parte della produzione

La crescita dei data center sta aumentando soprattutto la richiesta di HBM, DRAM per server e memorie destinate alle infrastrutture IA. Questi prodotti utilizzano una parte crescente della capacità produttiva disponibile e garantiscono margini più elevati rispetto alle memorie impiegate nei dispositivi destinati ai consumatori.

Samsung ha confermato di aver già firmato accordi di fornitura pluriennali con cinque tra i maggiori operatori globali di data center e di essere vicina a concluderne altri con cinque clienti. I contratti avranno una durata di almeno cinque anni e potranno includere pagamenti anticipati e prezzi minimi garantiti.

La disponibilità di DRAM resterà limitata nel 2027

Anche TrendForce prevede che la crescita dell’offerta di DRAM non riuscirà a tenere il passo con la domanda nel 2027. I produttori stanno ampliando gli impianti e introducendo processi più efficienti, ma la nuova capacità non dovrebbe contribuire in modo significativo prima della seconda metà dell’anno, con effetti più evidenti soltanto nel 2028.

La produzione di HBM richiede inoltre più wafer rispetto alle memorie DRAM tradizionali. Aumentare la quantità di wafer lavorati non si traduce quindi automaticamente in un incremento equivalente del numero di chip disponibili per PC e dispositivi consumer.

La situazione potrebbe essere diversa per le memorie NAND utilizzate negli SSD e nell’archiviazione interna. TrendForce ritiene che l’arrivo di nuova capacità e la debole domanda dei consumatori possano rendere l’offerta più abbondante nella seconda metà del 2027, esercitando una pressione al ribasso sui prezzi.

Samsung guadagna dai chip, ma paga i rincari negli smartphone

La scarsità ha contribuito ai risultati record della divisione semiconduttori di Samsung. Nel secondo trimestre del 2026, il gruppo ha registrato ricavi complessivi per per 104,2 miliardi di euro e un utile operativo di 54,4 miliardi di euro, sostenuto dall’aumento dei prezzi e dalla domanda di prodotti destinati all’IA.

Gli stessi rincari hanno però penalizzato la divisione mobile, che ha affrontato costi più elevati per i componenti. Il problema interessa anche gli altri produttori di elettronica e potrebbe continuare a riflettersi sui prezzi finali di console, schede grafiche, computer portatili e smartphone.