USA: legge crypto con oltre 100 emendamenti, scontro tra SEC e CFTC

USA, legge crypto con oltre 100 emendamenti: è scontro tra SEC e CFTC

La nuova proposta di legge sulla regolamentazione crypto negli Stati Uniti ha riaperto il confronto tra SEC e CFTC su chi debba supervisionare il mercato degli asset digitali. Con oltre 100 emendamenti presentati in Senato, il testo punta a chiarire la distinzione tra security digitali e commodity crypto, ma evidenzia profonde divergenze istituzionali e politiche. Il risultato potrebbe ridefinire il quadro normativo per exchange, stablecoin, DeFi e investitori istituzionali.

SEC contro CFTC: la battaglia sulla giurisdizione

Il cuore del dibattito riguarda la classificazione degli asset digitali. La SEC, guidata da Gary Gensler, ha sostenuto negli ultimi anni che molte criptovalute rientrano nella definizione di security secondo il Howey Test. La CFTC, invece, considera Bitcoin e altri asset come commodity digitali, rivendicando un ruolo primario di supervisione.

Questa sovrapposizione genera incertezza legale: enforcement ex post da parte della SEC, cause contro exchange e operatori, e mancanza di criteri oggettivi per le imprese. Il disegno di legge mira a stabilire parametri più chiari per l’allocazione delle competenze, ma il consenso politico appare fragile.

Elizabeth Warren e l’estensione AML/KYC alla DeFi

La senatrice Elizabeth Warren ha presentato 38 emendamenti, proponendo l’estensione degli obblighi AML/KYC a sviluppatori e operatori DeFi, inclusi software non custodial. L’impostazione riflette una priorità attribuita alla prevenzione del riciclaggio e alla tutela dei consumatori, anche a costo di limitare l’innovazione tecnologica.

Secondo diversi operatori del settore, l’applicazione di obblighi di compliance a infrastrutture decentralizzate potrebbe risultare tecnicamente impraticabile, aumentando il rischio di delocalizzazione verso giurisdizioni più permissive.

Galaxy Digital e il paragone con il Patriot Act

Galaxy Digital ha definito la proposta “la normativa più invasiva per la privacy finanziaria dai tempi del Patriot Act”. Il riferimento sottolinea il timore che l’approccio regolatorio possa trasformarsi in un’estensione dei poteri di sorveglianza finanziaria, con impatto diretto su wallet, custodia e transazioni on-chain.

Confronto con MiCA: due modelli regolatori diversi

Il testo statunitense si ispira in parte al modello europeo MiCA, entrato in vigore progressivamente nel 2024–2025. Tuttavia, mentre l’Unione Europea ha adottato un framework unitario per l’intero mercato, gli Stati Uniti restano caratterizzati da frammentazione istituzionale tra SEC, CFTC e altri enti federali.

La differenza principale risiede nell’approccio: MiCA definisce categorie e requisiti ex ante, mentre il modello statunitense ha finora privilegiato enforcement tramite azioni legali. La nuova proposta tenta di colmare questo divario, ma rischia di rimanere politicamente divisiva.

Implicazioni per investitori e mercati crypto

L’incertezza normativa incide direttamente sulle decisioni di allocazione di capitale. Senza una distinzione chiara tra security e commodity digitali, exchange e società crypto affrontano un rischio legale elevato. Questo può ritardare investimenti istituzionali e rallentare l’innovazione domestica.

Al contrario, una regolamentazione definita potrebbe ridurre il rischio di enforcement arbitrario e favorire l’ingresso di capitali tradizionali nel settore. Il mercato attende segnali concreti sull’esito dell’iter legislativo, che potrebbe estendersi per diversi mesi.

In Europa, i giocatori che utilizzano un casinò non AAMS che accetta Skrill non avrebbero alcun problema, mentre negli Stati Uniti i portafogli elettronici sono un problema, così come le criptovalute.

Scenario: chiarezza normativa o stallo politico?

Tre scenari restano possibili. Un compromesso bipartisan potrebbe offrire maggiore certezza giuridica e rafforzare la competitività degli Stati Uniti nel settore blockchain. Un testo percepito come eccessivamente restrittivo potrebbe invece accelerare la fuga di operatori verso altre giurisdizioni. In caso di stallo, la regolamentazione continuerebbe a essere definita principalmente attraverso cause e interventi delle autorità federali.

In gioco non vi è solo la disciplina degli asset digitali, ma il ruolo degli Stati Uniti nella leadership globale su finanza digitale, stablecoin e infrastrutture blockchain.