Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha alzato a 1.000 miliardi di dollari la stima della domanda per i chip Blackwell e Vera Rubin entro il 2027. La previsione, comunicata all’apertura della conferenza GTC di Nvidia, segnala l’espansione del mercato dell’IA e il crescente peso specifico di Blackwell e Rubin nella domanda di chip per data center.
Che cosa ha detto Jensen Huang
Durante il keynote di apertura del GTC a San Jose, il CEO di Nvidia ha indicato una nuova proiezione sulla domanda per le architetture Blackwell e Vera Rubin. Huang ha pronosticato, da qui al 2027, almeno 1.000 miliardi di dollari di ordini legati a queste piattaforme.
Il dato segna un forte rialzo rispetto alla stima richiamata dallo stesso Huang per il 2026. Un anno fa, e ancora nei mesi scorsi, Nvidia faceva riferimento a circa 500 miliardi di dollari di domanda per Blackwell e per la successiva generazione Rubin. La nuova indicazione raddoppia di fatto quella soglia e la estende di un anno.
Perché la stima conta per il mercato
La dichiarazione non equivale a ricavi già acquisiti, ma offre un’indicazione precisa sulle aspettative di Nvidia per il ciclo di investimenti nell’IA. Il gruppo lega la propria crescita alla richiesta di acceleratori per addestramento dei modelli, inferenza e infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni.
Per investitori e operatori del settore, il numero serve soprattutto a misurare la fiducia di Nvidia nella tenuta della domanda. Il messaggio è netto: la società ritiene che il mercato dei chip per l’IA sia ancora in piena espansione e che la prossima generazione di prodotti possa assorbire volumi molto superiori a quelli già messi in conto.
Blackwell e Vera Rubin nella roadmap Nvidia
Blackwell rappresenta l’architettura su cui Nvidia sta costruendo la fase attuale del suo ciclo industriale. Vera Rubin, annunciata nel 2024, è la piattaforma destinata a raccoglierne l’eredità nella generazione successiva. Huang usa quindi la coppia Blackwell-Rubin per descrivere non un singolo prodotto, ma la traiettoria della domanda proiettata su più anni.
Questa impostazione consente a Nvidia di presentare una visione più ampia del mercato. Non solo la domanda immediata per Blackwell, già al centro della corsa ai data center per l’IA, ma anche quella attesa per Rubin, che dovrà sostenere la fase successiva di crescita.
Le prestazioni attribuite a Rubin
Nvidia descrive Rubin come un salto in avanti rispetto a Blackwell sul piano della potenza di calcolo. A gennaio, con l’avvio ufficiale della produzione, il gruppo ha indicato prestazioni fino a 3,5 volte superiori nei carichi di training dei modelli e fino a 5 volte superiori nell’inference.
La società ha anche indicato un picco fino a 50 petaflops. Questi numeri servono a spiegare perché Nvidia attribuisca a Rubin un ruolo centrale nella prossima fase del mercato: più efficienza e più potenza significano, nella sua tesi, maggiore capacità di assorbire nuovi carichi di lavoro legati all’IA generativa e agli agenti software.
Che cosa succede ora sul fronte produttivo
Nvidia ha detto di aspettarsi un aumento della produzione nella seconda metà dell’anno. Questo passaggio è decisivo perché la domanda, da sola, non basta a sostenere le stime se la capacità produttiva non cresce in modo coerente con gli ordini attesi.
La traiettoria industriale conta quanto quella commerciale. Per sostenere una previsione da 1.000 miliardi di dollari, Nvidia dovrà mostrare continuità nell’esecuzione, nella supply chain e nella consegna delle nuove piattaforme ai grandi clienti cloud e ai gestori di infrastrutture per l’IA.
Che cosa segnala la nuova proiezione
La nuova stima di Huang rafforza l’idea che Nvidia consideri ancora iniziale il ciclo di spesa globale sull’IA. Il dato non certifica risultati già maturati, ma segnala la scala a cui l’azienda ritiene possa arrivare la domanda per le sue principali architetture nei prossimi due anni.
Il punto centrale è questo: Nvidia non sta solo vendendo chip. Sta provando a fissare la dimensione economica del prossimo ciclo dell’IA, e a collocare Blackwell e Rubin al centro di quel mercato.