Solana è scesa verso quota 90 dollari in un mercato crypto indebolito da dati USA sull’inflazione alla produzione superiori alle attese. A sostenere l’ipotesi di un rimbalzo restano però due segnali: la supply di stablecoin sulla rete ai massimi storici e i flussi ancora positivi sugli ETF spot.
Perché Solana è scesa
Il prezzo di SOL ha perso terreno mercoledì, fino a un minimo intraday di 90,4 dollari, in scia al calo degli asset più esposti al rischio. A pesare è stato soprattutto il dato sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti, risultato più alto delle attese.
A febbraio il PPI è salito dello 0,6%, mentre il dato core ha segnato un aumento dello 0,3%. Il mercato legge questi numeri come un segnale di inflazione ancora persistente, con meno spazio per tagli rapidi dei tassi da parte della Federal Reserve.
Il contesto macro resta sfavorevole
Il dato arriva a ridosso della decisione sui tassi della Fed, con il mercato orientato in larga parte verso una pausa. L’aspettativa di tassi invariati continua a frenare il comparto crypto, che tende a soffrire quando cala la propensione al rischio.
Alla pressione macro si aggiungono il rialzo del petrolio e le tensioni geopolitiche, che contribuiscono a irrigidire il quadro per gli asset digitali.
Il record delle stablecoin sulla rete Solana
Nonostante la correzione del prezzo, la rete Solana mostra un segnale di tenuta sul fronte della liquidità. La supply complessiva di stablecoin ha raggiunto in settimana un massimo storico di circa 15,7 miliardi di dollari.
Un livello elevato di stablecoin sulla rete indica la presenza di capitale potenzialmente pronto a tornare sul mercato. In genere questo dato viene letto come un supporto alla liquidità e come un fattore che può favorire acquisti nelle fasi di debolezza.
Gli ETF spot continuano ad attirare flussi
Un altro elemento di sostegno arriva dagli ETF spot legati a Solana. I fondi hanno registrato afflussi per la sesta settimana consecutiva, con oltre 127 milioni di dollari raccolti nel periodo.
Il dato suggerisce che, nonostante il calo di breve termine, l’interesse degli investitori verso l’asset non si è esaurito. Questo contribuisce a mantenere aperto uno scenario di recupero, almeno finché il quadro macro non peggiora ulteriormente.
I livelli da seguire sul prezzo
Area 90 dollari resta il primo supporto osservato dal mercato. Finora il prezzo ha continuato a muoversi vicino a questa soglia, che coincide con una zona tecnica importante nel movimento delle ultime settimane.
Una tenuta sopra questo livello potrebbe favorire un rimbalzo. Una discesa sotto 80 dollari, invece, indebolirebbe in modo più netto il quadro di breve periodo e aprirebbe spazio a una correzione più ampia.