Helion tratta con OpenAI per la vendita di energia, Sam Altman lascia la presidenza del CdA

Helion tratta con OpenAI per la vendita di energia, Sam Altman lascia la presidenza del CdA (1)

Helion, startup della fusione nucleare co-finanziata da Sam Altman, sarebbe in trattative con OpenAI per la fornitura di energia elettrica. Nello stesso contesto, Helion ha confermato che Altman lascerà il ruolo di chairman del consiglio di amministrazione.

Cosa emerge sulle trattative tra Helion e OpenAI

Secondo quanto riportato da Axios, le discussioni sono ancora in fase iniziale. L’accordo ipotizzato garantirebbe a OpenAI il 12,5% della produzione di Helion, pari a 5 gigawatt entro il 2030 e 50 gigawatt entro il 2035.

Helion non ha confermato l’esistenza di trattative in corso con OpenAI. Un portavoce ha dichiarato che la società non ha annunciato nuovi accordi commerciali oltre a quelli già esistenti con Microsoft e Nucor.

Sam Altman lascia la presidenza del board di Helion

Helion ha confermato a TechCrunch che Sam Altman sta lasciando il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione dopo oltre dieci anni. In una dichiarazione del cofondatore e CEO David Kirtley, la società ha spiegato che la decisione serve a permettere a Helion e OpenAI di valutare future opportunità di collaborazione.

Il dato confermato, quindi, è l’uscita di Altman dalla presidenza del CdA. Le eventuali forniture a OpenAI restano invece nel campo delle trattative riportate ma non annunciate ufficialmente.

I numeri dell’accordo riportato

Le cifre emerse sono rilevanti per scala industriale. Se OpenAI ottenesse 5 GW entro il 2030 e 50 GW entro il 2035, Helion dovrebbe raggiungere una capacità produttiva molto ampia in tempi relativamente rapidi.

La startup ha indicato che ciascun reattore dovrebbe generare circa 50 megawatt di elettricità. Su questa base, per arrivare a 5 GW servirebbero circa 100 reattori dedicati, mentre per 50 GW ne servirebbero circa 1.000. Nel testo di partenza, però, il rapporto viene collegato alla quota del 12,5% della produzione totale, che implicherebbe una capacità complessiva ancora più alta da parte di Helion.

Accordi già confermati con Microsoft e Nucor

Helion ha già annunciato in precedenza accordi con Microsoft e Nucor. Nel caso di Microsoft, l’intesa risale al 2023 e prevede l’acquisto di energia a partire dal 2028.

Questo elemento colloca l’eventuale accordo con OpenAI all’interno di una strategia più ampia, in cui Helion punta a vendere energia a grandi clienti industriali e tecnologici prima ancora della piena maturazione commerciale del settore della fusione.

Come funziona l’approccio tecnologico di Helion

Helion segue un approccio diverso da quello adottato da molte altre startup nel campo della fusione nucleare. Invece di usare il calore della reazione per alimentare una turbina a vapore, la società punta a convertire l’energia della fusione in elettricità direttamente tramite magneti.

Nel reattore sviluppato da Helion, il combustibile viene trasformato in plasma alle due estremità del sistema e spinto verso il centro con campi magnetici. Quando i due flussi si incontrano, un altro insieme di magneti comprime il plasma fino al punto di fusione. La reazione esercita una forza di ritorno sui magneti, e questa energia viene convertita direttamente in elettricità.

Lo stato del prototipo Polaris

Helion sta attualmente operando il prototipo Polaris, sviluppato in vista del primo impianto commerciale. A febbraio, la società ha dichiarato di aver generato nel reattore plasmi a 150 milioni di gradi Celsius.

Secondo Helion, per raggiungere condizioni compatibili con l’operatività commerciale serviranno circa 200 milioni di gradi Celsius. Questo colloca Polaris in una fase avanzata di sviluppo, ma ancora al di sotto della soglia indicata come necessaria per la produzione commerciale.

Finanziamento e contesto industriale

Nel corso dell’ultimo anno, Helion ha raccolto 425 milioni di dollari da investitori che includono lo stesso Sam Altman, Mithril, Lightspeed e SoftBank.

Il quadro attuale si basa quindi su alcuni dati distinti: l’uscita confermata di Altman dalla presidenza del board, le trattative con OpenAI riportate ma non confermate ufficialmente, il precedente accordo con Microsoft, la capacità dichiarata di 50 MW per reattore e il lavoro in corso sul prototipo Polaris.