Studio AGIC-Luiss: gioco legale in Italia muove 153 miliardi, illegale fino a 25

Studio AGIC-Luiss gioco legale in Italia muove 153 miliardi, illegale fino a 25

Il gioco pubblico regolamentato in Italia muove oltre 153 miliardi di euro di raccolta annua e genera effetti rilevanti su fiscalità, occupazione e consumi. Tuttavia, il gioco illegale resta una minaccia strutturale, sottraendo risorse all’Erario e riducendo l’efficacia delle tutele per i consumatori. Lo studio promosso da Confindustria AGIC e Luiss Business School, dedicato all’impatto economico e sociale del settore, propone un approccio industriale e sostenibile per rafforzare il mercato legale e limitare i rischi per gli utenti.

Un comparto da 153 miliardi di euro

Nel 2024, la raccolta complessiva del gioco pubblico in Italia ha raggiunto 153 miliardi di euro, mentre la spesa effettiva degli utenti, al netto delle vincite, si è attestata a 21 miliardi di euro. Il dato evidenzia la scala del settore e la sua diffusione capillare sul territorio nazionale, sia attraverso canali fisici sia digitali autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).

Il payout medio ha raggiunto l’86%, in crescita rispetto all’80% registrato nel 2015. Questo incremento indica una maggiore redistribuzione delle giocate ai giocatori e riflette l’evoluzione dell’offerta, sempre più orientata a prodotti con ritorni elevati, in particolare nel segmento online.

Ricavi, fiscalità e peso sui consumi delle famiglie

La filiera del gioco legale ha generato 9,7 miliardi di euro di ricavi per le imprese e 11,3 miliardi di euro di gettito fiscale, confermandosi una delle principali fonti di entrate indirette per lo Stato. Il sistema concessorio gestito dall’ADM garantisce la tracciabilità delle giocate e il prelievo erariale lungo tutta la filiera autorizzata.

Dal lato dei consumi, la spesa per il gioco rappresenta circa il 2% dei consumi complessivi delle famiglie e oltre il 60% della spesa destinata ai servizi ricreativi e culturali. Questo posizionamento evidenzia come il gioco sia percepito, da una parte significativa della popolazione, come attività ricreativa, pur richiedendo un perimetro di regolazione e tutela adeguato.

Occupazione, struttura industriale e stabilità degli operatori

Sul piano occupazionale, il settore ha impiegato nel 2022 oltre 38.000 addetti, mostrando una crescita rispetto agli anni precedenti. L’aumento dell’occupazione si accompagna a un incremento del numero di imprese attive, segnale di un comparto che, nonostante l’elevata regolamentazione, mantiene una certa capacità di attrazione industriale.

Il report evidenzia al contempo una stabilità degli operatori principali, suggerendo una struttura di mercato matura, caratterizzata da concessionari autorizzati dall’ADM e da barriere all’ingresso elevate. Questo assetto contribuisce alla tenuta del sistema, ma rende anche cruciale il corretto equilibrio tra concorrenza, sostenibilità economica e tutela degli utenti.

L’area grigia: dimensioni e impatto del gioco illegale

Accanto al mercato regolamentato, il segmento illegale continua a rappresentare una criticità strutturale. Le giocate su piattaforme non autorizzate, spesso identificate anche come casino non AAMS, sono stimate tra 20 e 25 miliardi di euro, pari a circa il 15% del mercato complessivo, spesso veicolate attraverso operatori offshore non soggetti alla regolazione ADM.

L’impatto non è solo economico. Il gioco illegale sottrae risorse all’Erario, indebolisce gli operatori concessionari e, soprattutto, espone gli utenti a rischi elevati in termini di sicurezza dei dati, protezione delle vincite e assenza di strumenti di tutela.

Giocatori giovani e vulnerabili: un’esposizione più elevata

Secondo lo studio, circa il 20% dei giocatori dichiara di frequentare anche siti illegali, spesso senza piena consapevolezza dello status non autorizzato delle piattaforme. Il fenomeno risulta particolarmente marcato tra le fasce più giovani e vulnerabili, attratte da offerte più aggressive e da minori barriere di accesso.

I prodotti più coinvolti includono slot, VLT, casino online e poker, categorie in cui l’assenza di limiti, controlli e strumenti di auto-protezione amplifica il rischio di comportamenti problematici.

Consapevolezza degli utenti e limiti dell’enforcement

Un elemento critico evidenziato dal report è il basso livello di consapevolezza degli utenti. Una quota rilevante non verifica l’autorizzazione dei siti su cui gioca e tende a sottovalutare le conseguenze dell’illegalità, sia sul piano individuale sia su quello collettivo.

Questa dinamica limita l’efficacia delle sole misure repressive. Il contrasto all’illegalità, se non accompagnato da informazione, educazione e strumenti di prevenzione, rischia di produrre risultati parziali e temporanei.

Le leve indicate dal report per rafforzare il mercato legale

Il documento individua diverse direttrici di intervento. Sul fronte dell’enforcement, viene ribadita la necessità di rafforzare i controlli ADM e la cooperazione internazionale, soprattutto per contrastare piattaforme che operano in modalità cross-border.

Parallelamente, il report sottolinea l’importanza di aumentare la competitività dell’offerta legale, affinché risulti attrattiva anche rispetto alle alternative illegali. Questo include innovazione di prodotto, qualità dell’esperienza utente e tempi di risposta compatibili con le aspettative dei giocatori digitali.

In materia di tutela, vengono indicati strumenti digitali di auto-limitazione, iniziative di sensibilizzazione e accesso a supporto psicologico per i soggetti più esposti. L’obiettivo dichiarato è preservare la dimensione ricreativa del gioco, mantenendola entro un perimetro di sicurezza e regolazione.

Sostenibilità e responsabilità sociale come elementi strutturali

Il report richiama infine la necessità di integrare in modo coerente sostenibilità e responsabilità sociale nel modello di sviluppo del settore. Ciò implica un approccio di lungo periodo, basato su trasparenza, inclusione e collaborazione tra operatori, istituzioni e mondo accademico.

In questa prospettiva, il gioco pubblico regolamentato non viene interpretato solo come fonte di gettito, ma come attività economica sottoposta a concessione statale e vigilanza ADM, da gestire in modo compatibile con la tutela dei cittadini e con l’interesse generale.

Equilibrio tra presidio del mercato e salvaguardie sociali

Per dimensione economica e contributo fiscale, il gioco legale è ormai parte integrante del sistema economico italiano. La sfida centrale rimane quella di ridurre lo spazio operativo dell’illegalità senza compromettere la sostenibilità industriale del comparto regolamentato.

Rafforzare le salvaguardie sociali, migliorare l’efficacia delle politiche di prevenzione e garantire un’offerta autorizzata competitiva rappresentano condizioni necessarie per mantenere questo equilibrio nel tempo.

Il ruolo delle istituzioni: regole, vigilanza e strumenti operativi

Dal confronto emerso durante l’evento di Roma, il settore ha espresso disponibilità a collaborare al rafforzamento del sistema concessorio. La responsabilità ricade ora sulle istituzioni, chiamate a consolidare regole chiare, una vigilanza ADM efficace e strumenti operativi adeguati.

Solo un coordinamento stabile tra policy maker, autorità di controllo e operatori potrà garantire che il gioco pubblico continui a operare in modo coerente con gli obiettivi di tutela, sostenibilità e interesse generale.