Bally’s tratta l’acquisizione di Evoke: la conferma arriva dal CEO Robeson Reeves

Bally’s tratta acquisizione Evoke UK, Italia e Romania tra gli asset più appetibili

Bally’s Intralot, gruppo nato dalla combinazione tra Bally’s Interactive e Intralot, sarebbe in trattativa con Evoke per una possibile acquisizione. Evoke è un operatore attivo nel betting e nel gaming online con una forte presenza nel Regno Unito e in altri mercati europei fra cui l’Italia. A indicarlo è il CEO di Bally Robeson Reeves, che vede in Evoke una piattaforma più ampia su cui applicare il modello operativo del gruppo.

L’importanza dell’Italia nella possibile operazione

Reeves indica l’Italia come uno dei mercati più interessanti dentro l’operazione. Il mercato italiano è regolato, ha barriere d’ingresso elevate e Evoke vi ha già raggiunto una scala rilevante. Romania e Spagna seguono nella stessa logica. La Romania viene descritta come un altro mercato attraente, mentre la Spagna può rafforzare una presenza che Bally’s oggi considera ancora limitata.

L’asse internazionale, però, non sostituisce l’elemento centrale della possibile acquisizione. Reeves lascia intendere che Bally’s guarda prima di tutto al Regno Unito, cioè al mercato che conosce meglio sul piano operativo, commerciale e di prodotto. I mercati esteri entrano quindi come valore aggiuntivo dentro una possibile acquisizione, non come unica ragione strategica dell’operazione.

Il Regno Unito resta il cuore della strategia

La linea del management resta centrata soprattutto sull’online UK. Reeves sostiene che Bally’s possa portare sinergie operative a un business più grande e migliorare la performance finanziaria di Evoke. In questo schema, il know-how accumulato nel mercato britannico pesa più della semplice espansione geografica.

Anche il retail UK conserva un ruolo. Reeves non lo considera un asset da scartare in automatico e continua a difenderne il valore quando lavora insieme all’online. Allo stesso tempo, riconosce che il canale retail britannico opera da anni in un contesto più difficile, colpito da interventi regolatori, chiusure e nuova pressione fiscale.

Che ruolo gioca l’aumento della Remote Gaming Duty?

Il contesto che fa da sfondo all’operazione è il rialzo della Remote Gaming Duty, cioè l’imposta britannica sul gaming online. La revisione strategica avviata da Evoke a dicembre nasce anche da questa pressione. Reeves legge il nuovo quadro fiscale come un fattore che allarga la distanza tra operatori con scala sufficiente e operatori con margini più fragili.

Bally’s vanta una crescita stabile e continua  nel Regno Unito anche dopo l’aumento dell’RGD. Il gruppo indica una crescita del 10,5% anno su anno nel net gaming revenue B2C del primo trimestre e afferma di avere visto ad aprile ancora un progresso a doppia cifra, con volumi di gioco e raccolta rimasti stabili. In questo scenario, Reeves vede spazio per altro consolidamento via M&A anche oltre il dossier Evoke.

Quale sarà la struttura finanziaria dell’operazione?

Dove Bally’s resta più cauta è sul metodi di finanziamento dell’operazione. Reeves conferma che un’eventuale acquisizione o fusione con Evoke cambierebbe la struttura del capitale del gruppo. Si tratta di un aspetto fondamentale, perché a dicembre 2025 il debito netto di Bally’s era pari a 1,493 miliardi di euro, mentre il free cash flow si attestava a 93,4 milioni di euro.

Bally’s vede quindi l’operazione Evoke come un atto di consolidamento con baricentro nel Regno Unito. Italia, Romania e Spagna aggiungono valore industriale a un deal che nasce però soprattutto da sinergie UK, pressione fiscale sul settore e nuova finestra per l’M&A nel gaming regolato europeo.