Nel primo bimestre 2026 il gettito da lotterie e altre attività di gioco scende a 1,049 miliardi di euro, in calo rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati ufficiali parlano di una diminuzione del gettito di 216 milioni complessivi, pari a una flessione del 17,1%, e sono riportati nel Rapporto mensile sull’andamento delle entrate tributarie e contributive diffuso dal ministero dell’Economia e delle Finanze.
Accanto a questo dato, il Bollettino delle entrate tributarie relativo a gennaio-febbraio 2026 indica per le entrate complessive dai giochi 1,310 miliardi di euro, in diminuzione di 186 milioni su base annua, pari al 12,4%.
I due numeri non coincidono perché misurano fonti di gettito diverse: il valore da 1,049 miliardi riguarda lotterie e altre attività di gioco nel comparto delle imposte indirette, mentre quello da 1,310 miliardi include il totale delle entrate dai giochi.
Gettito dagli apparecchi di gioco in calo a 800 milioni
All’interno del dato sulle imposte indirette, le entrate da apparecchi e congegni da gioco si fermano a 800 milioni di euro nel primo bimestre 2026. Il confronto con lo stesso periodo del 2025 mostra una riduzione di 143 milioni, pari al 15,2%.
Il quadro si collega ai numeri del Conto riassuntivo del Tesoro al 31 gennaio 2026, che per il primo mese dell’anno registra 500.396.873,7 euro di entrate derivanti dalle imposte sul gioco. Di questo totale, 386.839.383,87 euro arrivano dal prelievo erariale sugli apparecchi.
Il confronto con il 2025 e il quadro generale delle entrate
Il rallentamento del primo bimestre arriva dopo un 2025 che, nel suo complesso, aveva chiuso con oltre 6,5 miliardi di euro di entrate dal gioco, in aumento rispetto ai 5,9 miliardi del 2024. Il nuovo dato segna quindi un avvio d’anno in calo rispetto alla dinamica dell’esercizio precedente.
Nel quadro generale delle finanze pubbliche, il Rapporto mensile del Mef segnala che tra gennaio e febbraio 2026 le entrate tributarie e contributive complessive crescono di 3.344 milioni di euro, pari al 2,2%. La dinamica deriva da una riduzione delle entrate tributarie di 705 milioni di euro, pari al 0,7%, e da un aumento delle entrate contributive di 4.049 milioni, pari al 7,5%. In questo scenario, il comparto del gioco si muove quindi in controtendenza rispetto all’andamento complessivo.