Nuovi chip AMD Zen 6, un leak indica incrementi in IPC ed efficienza

Nuovi chip AMD Zen 6, un leak indica incrementi in IPC ed efficienza

Su Geekbench è comparso il benchmark di un presunto chip AMD Medusa Point con architettura Zen 6. I punteggi mostrerebbero progressi importanti a livello di IPC rispetto agli attuali modelli per mobile di AMD. Il dato più interessante non è solo il punteggio registrato nel benchmark, ma il fatto che il chip sembri avvicinarsi o superare Strix Point in alcuni test pur operando a frequenze nettamente inferiori. Resta però un leak preliminare, quindi specifiche e risultati vanno letti con cautela.

Il nuovo benchmark di Medusa Point cambia il quadro emerso dal primo leak

La prima apparizione del presunto chip Medusa Point su Geekbench aveva mostrato risultati poco convincenti, con 1.210 punti in single core e 7.323 punti in multi core. In quella comparsa, però, l’attenzione si era spostata soprattutto sulle specifiche riportate più che sui punteggi, anche perché si trattava con ogni probabilità di un esemplare di prova ancora molto acerbo.

La scheda indicava una CPU con 10 core e 20 thread, frequenza base di 2,4 GHz, 10 MB di cache L2 e 32 MB di cache L3. Proprio quest’ultimo dato aveva attirato interesse, perché rappresenterebbe un aumento sensibile rispetto ai chip Ryzen AI 9 365 e Ryzen AI 9 465, entrambi con 24 MB di cache L3.

Ora è emersa una seconda esecuzione benchmark che sembra riferirsi allo stesso processore. Questa volta il chip ha ottenuto 2.300 punti in single core e 13.002 punti in multi core, valori decisamente più solidi rispetto alla prima comparsa.

Il confronto con Strix Point alimenta le ipotesi sui miglioramenti dell’IPC

Il confronto più interessante è con Ryzen AI 9 365, un chip Strix Point che secondo le medie Geekbench ottiene circa 2.481 punti in single core e 12.447 punti in multi core. Rispetto a quel riferimento, il presunto Medusa Point risulta circa il 7,3% sotto in single core ma circa il 4,5% sopra in multi core.

Il punto centrale è che il nuovo leak continua a mostrare una frequenza base di 2,4 GHz, mentre i log del benchmark suggeriscono che durante il test il processore stesse operando intorno ai 2,0 o 2,1 GHz. Ryzen AI 9 365, invece, può arrivare fino a 5 GHz. Se questi dati fossero corretti, Zen 6 starebbe ottenendo risultati molto vicini, o persino superiori in multi core, pur lavorando a una frequenza molto più bassa rispetto a Strix Point.

È proprio questo rapporto tra prestazioni e frequenza a rendere il leak interessante per chi segue l’evoluzione dell’IPC. Se un chip ottiene risultati vicini a quelli di un modello che lavora a frequenze molto più alte, una delle ipotesi è che l’architettura riesca a eseguire più istruzioni per ciclo di clock.

Cache L3 da 32 MB e configurazione a 10 core restano i dati più osservati

Oltre ai punteggi, continua a far discutere la configurazione della cache. Il chip trapelato viene mostrato con 10 MB di cache L2 e 32 MB di cache L3. Il valore della L2 è in linea con altri APU AMD da 10 core e 20 thread, ma la L3 da 32 MB sarebbe superiore di circa il 33% rispetto ai modelli Strix Point e Gorgon Point equivalenti.

Se Geekbench stesse riportando correttamente il dato, Medusa Point potrebbe segnare un cambiamento importante nella struttura della cache degli APU mobile AMD. Se invece il tool stesse leggendo male le specifiche, parte dell’interesse attorno al leak andrebbe ridimensionata.

Il leak resta preliminare, ma per Zen 6 è un segnale da seguire

Come accade con ogni benchmark anticipato, il contesto resta incompleto. Non è chiaro in quali condizioni sia stato eseguito il test, né se il campione usato corrisponda davvero alla configurazione finale del prodotto. Restano inoltre dubbi sia sulla corretta identificazione delle specifiche sia sulla futura combinazione di core Zen 6 e Zen 6c.

Nonostante questi limiti, il secondo leak offre un quadro più interessante del primo. Se i dati dovessero riflettere anche solo in parte il comportamento reale di Medusa Point, Zen 6 potrebbe portare miglioramenti molto rilevanti in termini di IPC ed efficienza nella prossima generazione di APU mobile AMD.