Il petrolio torna sopra i 100 dollari al barile, i future azionari Usa scendono e scende l’interesse aperto nei derivati crypto. Bitcoin scende al di sotto dei 70.000 dollari, Ether si avvicina ai 2.000 dollari, numerose le altcoin in perdita.
Il mercato crypto si muove in modalità difensiva
Il mercato crypto ha avviato la seduta di giovedì in calo, con Bitcoin sceso sotto i 70.000 dollari ed Ether tornato in area 2.000 dollari. Il petrolio risale sopra i 100 dollari al barile e i future sul Nasdaq 100 perdono circa l’1%.
Al momento della stesura di questo articolo, Bitcoin oscilla attorno ai 69.400 dollari, in calo del 2,6% da mezzanotte, mentre Ether perde il 4,1%. Il calo di Bitcoin arriva dopo una netta rivalutazione che aveva raggiunto i 73.800 USD, seguita da alcuni giorni di stabilità attorno ai 70.000 USD.
In calo, ancora, anche l’oro, con una discesa dell’1,8%, segnale che la correzione non riguarda solo il comparto digitale ma una parte più ampia degli attivi finanziari.
Il rialzo del petrolio riaccende l’avversione al rischio
La pressione sui prezzi coincide con il ritorno del petrolio sopra i 100 dollari al barile, in un contesto di stallo nei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il movimento ha riaperto timori macro e ha favorito una riduzione dell’esposizione agli asset più volatili, comprese le criptovalute.
Il quadro resta quello di un mercato senza direzione netta da inizio febbraio. Bitcoin e il resto del comparto continuano infatti a muoversi in un intervallo di prezzo già testato più volte, senza una rottura rialzista stabile.
I derivati segnalano smobilizzo e crescita delle posizioni ribassiste
Nel mercato dei derivati, il segnale principale arriva dal calo dell’interesse aperto complessivo sui future crypto, sceso del 3,5% a 108,3 miliardi di dollari. Il dato indica una riduzione dell’esposizione e accompagna il peggioramento del tono di mercato.
Su alcune grandi piattaforme denominate in dollari e in tether, però, l’interesse aperto su bitcoin è salito leggermente da 229.000 a 232.000 BTC mentre il prezzo rompeva quota 70.000 dollari durante le ore europee. Il movimento suggerisce un aumento di nuove posizioni corte sul bitcoin.
I tassi di finanziamento risultano negativi su ether, BNB, XRP, SOL, TRX e DOGE, un segnale coerente con una maggiore propensione del mercato verso posizioni ribassiste. Anche nel mercato delle opzioni il posizionamento resta prudente: su Deribit le opzioni put su bitcoin ed ether restano più costose delle call su tutte le scadenze, con una protezione al ribasso più cara su ether nel breve periodo.
Altcoin più deboli di Bitcoin ed Ether
La correzione colpisce soprattutto le altcoin. Nella sessione asiatica, l’indice CoinDesk Computing Select ha perso il 4,3% e l’indice CoinDesk DeFi Select ha ceduto il 3,9%, segnalando vendite più intense nei segmenti legati a calcolo, infrastruttura e finanza decentralizzata.
Tra i token più deboli compaiono FET, in calo del 7,7%, ETHFI, in ribasso del 6,3%, e RENDER, in discesa del 5,9%. Il dato rafforza l’idea di una rotazione fuori dagli asset più esposti alla speculazione e più vulnerabili in un contesto di liquidità ridotta.
Liquidità debole e rischio di movimenti amplificati
La tenuta del mercato resta fragile anche per effetto di una liquidità che non ha recuperato i livelli precedenti alla fase finale del 2025. In un mercato meno profondo, ordini relativamente contenuti possono amplificare le variazioni di prezzo, soprattutto sulle altcoin.
L’indice che misura la cosiddetta stagione delle altcoin resta a 48 su 100, un livello ancora neutro. Questo lascia spazio a un recupero tecnico in caso di stabilizzazione, ma nel breve periodo il mix tra liquidità debole, petrolio in rialzo e derivati orientati al ribasso aumenta il rischio di ulteriori discese.
Pochi token restano in territorio positivo
Solo una manciata di token tra i primi 100 per capitalizzazione mostra un bilancio positivo nelle ultime 24 ore. Tra questi compaiono ENA, in rialzo del 2,2%, e alcuni token di reti layer 1 come XDC, NIGHT e TRX, tutti in crescita tra l’1% e il 2%.
Il quadro generale, però, resta negativo: Bitcoin di nuovo sotto i 70.000 dollari, Ether in ribasso dopo alcune sessioni positive, e il mercato dei derivati conferma una domanda crescente di coperture e posizioni corte.