I licenziamenti colpiscono soprattutto Reality Labs, ma coinvolgono anche recruiting, vendite, Facebook e operazioni globali. Nelle stesse ore, Meta ha presentato un nuovo piano di premi azionari per sei dirigenti, mentre si accelera sugli investimenti in infrastrutture per la IA.
Meta avvia una nuova fase di licenziamenti
Meta ha licenziato circa 700 dipendenti, secondo quanto riportato da più fonti statunitensi. I tagli riguardano in primo luogo Reality Labs, la divisione che sviluppa visori, prodotti per la realtà virtuale e iniziative legate al metaverso.
Le riduzioni interessano anche altre funzioni, tra cui recruiting, vendite, Facebook e operazioni globali. In termini assoluti, il numero resta limitato rispetto a una forza lavoro che a fine 2025 era compresa tra circa 78 mila e 79 mila persone. Il segnale strategico, però, è chiaro: Meta sta spostando personale, spesa e priorità interne verso la IA.
Reality Labs resta il principale punto di pressione
Reality Labs continua a essere l’area più esposta nella riorganizzazione del gruppo. La divisione ha accumulato perdite superiori a 70 miliardi di dollari dall’inizio del 2021 e nei mesi scorsi era già stata oggetto di altri interventi sul personale.
I nuovi tagli rafforzano una tendenza già visibile: il metaverso non scompare dalla struttura di Meta, ma perde ulteriore centralità rispetto alla corsa sulla IA. La riallocazione delle risorse indica che il gruppo considera la IA il principale motore di crescita e di produttività per il prossimo ciclo.
La spesa si sposta sull’infrastruttura per la IA
La riorganizzazione arriva mentre Meta aumenta gli investimenti legati alla IA, in particolare per capacità di calcolo, centri dati e strumenti interni. La società ha indicato per quest’anno una spesa complessiva di almeno 115 miliardi di dollari, trainata in larga parte proprio dalla costruzione dell’infrastruttura necessaria a sostenere i modelli e i servizi basati sulla IA.
Mark Zuckerberg aveva già anticipato questo passaggio a gennaio, spiegando che la IA inizierà a modificare in modo più netto il lavoro interno nel 2026. Nello stesso intervento aveva osservato che progetti prima gestiti da grandi team possono ora essere portati avanti da un numero molto più ristretto di persone con strumenti migliori.
Nuovi premi azionari per sei dirigenti
Meno di 24 ore prima dell’annuncio dei licenziamenti, Meta ha presentato un nuovo piano di premi azionari destinato a sei dirigenti di vertice. Tra questi figurano il direttore tecnologico Andrew Bosworth, il direttore prodotto Chris Cox, il direttore finanziario Susan Li e il direttore operativo Javier Olivan.
Il piano lega una quota aggiuntiva di compensi all’andamento futuro del titolo e a obiettivi di crescita pluriennali. Secondo le ricostruzioni riportate dalle fonti, in caso di raggiungimento dei traguardi più ambiziosi, alcuni dirigenti potrebbero ottenere compensi azionari per centinaia di milioni di dollari nell’arco di cinque anni. Mark Zuckerberg non rientra nel nuovo schema.
Il messaggio di Meta: meno dispersione, più esecuzione sulla IA
L’accostamento tra tagli e nuovi incentivi ai dirigenti mostra come Meta stia rivedendo la propria struttura per sostenere una fase più intensa della competizione sulla IA. Da un lato riduce organici in aree considerate meno centrali o da razionalizzare. Dall’altro rafforza i meccanismi con cui punta a trattenere il vertice operativo incaricato di eseguire la strategia.
Il risultato è una linea più netta rispetto agli anni del metaverso: Reality Labs resta dentro il perimetro del gruppo, ma la priorità industriale si sposta sulla IA, sull’infrastruttura che la rende possibile e sulla catena decisionale che deve guidarne l’espansione.