La carenza di RAM può durare fino al 2027; la domanda IA pesa su prezzi e disponibilità

La carenza di RAM può durare fino al 2027, l’AI pesa ancora su prezzi e disponibilità

Secondo nuovi dati attribuiti a Nikkei Asia, i produttori di memoria riuscirebbero a coprire solo il 60 percento della domanda entro la fine del 2027. Si tratta di un segnale che rafforza l’idea di uno shortage strutturale e non di un semplice squilibrio temporaneo.

Ma non finisce qui: il presidente di SK Group, Chey Tae-won, ha dichiarato a marzo che la carenza globale di wafer per chip potrebbe protrarsi fino al 2030, perché la domanda legata all’intelligenza artificiale continua a crescere più velocemente dell’offerta.

Dove viene indirizzata la capacità produttiva di memorie?

Gran parte dei nuovi impianti di produzione di memorie sarà orientata verso HBM, la memoria ad alta larghezza di banda usata nei server IA. Questa notizia va aggiunta al fatto che la domanda dei data center per operazioni di IA sta già comprimendo la disponibilità di memorie per altri settori, fra cui computer e smartphone.

In altre parole, anche se Samsung, SK Hynix e Micron stanno espandendo la loro produzione di memorie, una parte crescente di quella spinta industriale serve prima di tutto il mercato AI e non la DRAM general purpose impiegata in laptop, telefoni e PC.

I rischi per smartphone e laptop

Quali sono le possibili conseguenze di questo scenario per smartphone e laptop? A gennaio, l’aumento dei prezzi dei chip di memoria stava già peggiorando le prospettive per i produttori di elettronica consumer nel 2026.

Pochi giorni fa, la stessa MediaTek ha spiegato come il costo della memoria discreta continui a incidere sui prezzi dei dispositivi consumer, inclusi dispositivi mobili e PC. Il risultato è una pressione doppia: disponibilità limitata e costo dei componenti più elevato.

Il quadro di fondo resta coerente anche nelle analisi di settore. IDC descrive la shortage come una riallocazione strategica e potenzialmente duratura della capacità produttiva globale, con DRAM e NAND per smartphone e PC che crescono più lentamente dei ritmi storici proprio mentre l’AI assorbe più wafer e più investimenti.

S&P Global Market Intelligence va nella stessa direzione e prevede un forte aumento dei prezzi medi della DRAM tradizionale nel 2026. Tutto questo non basta da solo a dimostrare che ogni categoria hardware subirà rincari identici, ma supporta bene il claim più importante: la memoria per il mercato consumer rischia di restare sotto pressione ancora per anni.